|
Villa Foscari,
la prima che si scorge venendo da Fusina al di là
del naviglio Brenta. La costruzione dell'imponente villa
fu affidata da Nicola e Alvise Foscari ad Andrea Palladio
verso il 1560 che la completò nel 1571 e fu il
lavoro che procurò all'artista onori e fama presso
i contemporanei.
La costruzione, dalle linee sobrie, semplici regali. L'edificio
tutto a bugne lisce e diviso in tre ordini da leggeri
risalti, è di forme armoniose eleganti e solenni
al tempo stessoLa facciata sul canale è costituita
da un pronao ionico con maestose colonne, sorretto da
un alto basamento al quale si accede mediante due rampe
di scale laterali. La facciata interna, verso il parco,
è piu semplice, ma tuttavia curata ed elegante.
Nell'interno il piano padronale consta di una grande sala
a croce greca attorno alla quale si aprono quattro stanze
e due stanzette.
La decorazione, in parte dispersa, e opera di Battista
Fanco e Gian Battista Zelotti che vi affrescarono la «
Caduta dei Giganti », allegorie e grottesche. In
una stanza, « La Malcontenta », ritratto ad
affresco che diede origine alla leggenda secondo la quale
il nome di « Malcontenta » deriva da una dama
di casa Foscari, qui relegata per espiare colpe imperdonabili
verso il marito, esiliata per punizione.
E' più probabile invece che il soprannome provenga
dalla località stessa, così detta fin dal
1431 quando venne scavato un canale per portare le acque
del Brenta da Oriago alle valli di S. Ilario e che fu
chiamato « fossa dei malcontenti » per le
proteste degli abitanti di Padova e Piove di Sacco, che
se ne ritennero danneggiati.
|