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Archiportale.com di Miriam Candia
Inaugurata la Mostra "Carlo Scarpa e l'origine delle
cose"
L’esposizione offre
interessanti spunti di riflessione su come Scarpa ed artisti
ed architetti contemporanei del calibro di Baldeweg, Diller+Scofidio
o Umberto Riva, pur approdando a soluzioni formali differenti,
siano partiti da punti di partenza simili, nello specifico,
dalla comune “fiducia nell'ideologia del progetto”, avvertendo,
si legge nel comunicato stampa, “la necessità di
costruire un proprio orizzonte di riferimento che riparte
dall'origine delle cose, dal momento in cui esse nascono,
e prendono forma, dall'energia che sprigionano nell'atto
della creazione”.
L’allestimento dell’esposizione, ideato da Scandurrastudio,
è stato progettato nell’intento di offrire un percorso
senza soluzione di continuità, nel quale il visitatore
possa confrontarsi con la ricchezza del “paesaggio mentale”
caratteristico del architetto.
A narrare l’importanza dell’“origine delle cose” in Carlo
Scarpa sono, dunque, le riproduzioni digitali a grandezza
naturale di alcune delle opere allestite dall’architetto
per mostre e musei, passando poi ai suggestivi videoclip
dedicati ai “quattro elementi”: il fuoco delle vetrerie
di Murano, l'acqua della laguna, l'oro che si fonde nel
crogiolo, e la pietra delle cave delle colline vicentine.
Dei filmati, contenenti interviste agli autori contemporanei
in merito al lavoro di Scarpa, completano infine il percorso
all’interno della mostra.
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In concomitanza all’esposizione la pubblicazione di due
testi. Il primo, a cura della Parc, è una raccolta
omnia dei disegni di Scarpa per l'allestimento della Partigiana
di Murer; il secondo, a cura del CISA Andrea Palladio,
è un volume dedicato a Carlo Scarpa e la scultura
del '900.
In mostra saranno presentati gli sviluppi dei recenti
restauri commissionati dal Comune di Venezia (Assessorato
alla casa, patrimonio, politiche della residenza, lavori
pubblici) sui monumenti alla “Partigiana di Murer e Leoncillo”
e il “Giardino delle Sculture”, opere scarpiane visibili
nell’esposizione ed ubicati nell'area della Biennale.
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