|
Nella
costiera amalfitana un'azienda associata sta costruendo
un albergo; a Fanzolo di Vedelago (Treviso)
si sta ultimando una scuola elementare per un investimento
di 1,8 milioni; alla periferia di Treviso sono nate 16
case, un condominio ed un centro ricreativo per anziani.
Nel
primo anno di attività il fatturato di Stile 21
è stato di 60 milioni e la crescita attesa per
il 2008 dovrebbe aggirarsi mediamente sul 30%.
Nel consorzio le aziende si aggregano, senza fondersi,
per diffondere la cultura della costruzione in legno:
c'è un manuale tecnico comune, un'unica guida di
manutenzione per il cliente, politiche di marketing sovrapponibili
con la partecipazione alle fiere principali sotto una
sola sigla. Poi c'è tutto un capitolo dedicato
alla formazione ed ai progettisti che intendono prendere
confidenza con i sistemi di realizzazione permessi dal
materiale.
Non basta, tuttavia, copiare i moduli già diffusi
negli altri Paesi europei o, senza andar lontano, in Alto
Adige. «Stiamo cercando continuamente di adeguare
le nostre linee estetiche adattando i disegni anche alle
tendenze che si possono sviluppare nelle singole regioni
o città». Il problema, casomai, si pone quando
si tratta di cercare la materia prima: non esiste una
vera politica forestale che disciplini e favorisca la
coltivazione del bosco. Così alla fine diventa
più conveniente acquistare il legname lavorato
da Austria e Germania «Mancano criteri per l'impianto
e l'espianto di alberi, i boschi che ci sono vengono lasciati
morire ed utilizzati a posteriori come legna da ardere.
Un vero peccato - condude Fava se si considera che dieci
ettari di bosco possono fornire, in pochissimo tempo,
il materiale sufficiente per realizzare un edificio di
2 mila metri cubi come dire quattro appartamenti o un
piccolo asilo nido».
|