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Dal Corriere del Veneto del 14 09 2008 di Gianni Favero
Il legno al posto del mattone ela bio-casa diventa business

TREVISO - Con quattordici metri cubi di legname, equivalente a otto piante di larice, abete o castagno, si costruisce una casa di due piani da 170 metri quadrati ciascuno, spendendo in Veneto qualcosa in più rispetto al mattone (6%) ma risparmiando fino al 20% in Toscana, Liguria o Emilia Romagna Per riscaldarla, in ogni caso, basta un quantitativo energetico corrispondente a 5 litri di gasolio al metro quadrato l'anno contro un valore sette volte superiore per le abitazioni tradizionali.
Sono soltanto alcuni dei numeri sciorinati da Stile 21, un consorzio fra 15 costruttori di edifici in legno di tutta Italia, tre dei quali veneti, costituito nel marzo dello scorso anno, e con sede a Spresiano (Treviso). «Tempo qualche anno - assicura il presidente, Giuseppe Fava - e anche il nostro Paese si riempirà di case, scuole ed edifici pubblici interamente realizzati in legno. La sensibilità ecologica sta crescendo, resistenza contro eventi sismici e durata nel tempo sono superiori rispetto al cemento, la ghiaia non ci serve ed i prezzi stanno diventando concorrenziali rispetto alle costruzioni di cemento armato e mattoni. Se negli Usa e nell'Europa settentrionale il legno è il materiale per l'edilizia prevalente, un motivo ci sarà».
L'impennata, del resto, nel nostro Paese ha già iniziato a farsi sentire da almeno quattro-cinque anni. Pareti traspiranti, assenza di muffe e di campi magnetici dovuti alla combinazione di correnti elettriche con le armature metalliche sono ampiamente do
cumentati dal Cnr, e i guadagni in isolamento termico e acustico si capiscono anche con il solo buon senso.
Nell'ultimo mese il Consorzio ha consegnato la documentazione per partecipare a sei gare d'appalto in tutta Italia.

 

Nella costiera amalfitana un'azienda associata sta costruendo un albergo; a Fanzolo di Vedelago (Treviso) si sta ultimando una scuola elementare per un investimento di 1,8 milioni; alla periferia di Treviso sono nate 16 case, un condominio ed un centro ricreativo per anziani. Nel
primo anno di attività il fatturato di Stile 21 è stato di 60 milioni e la crescita attesa per il 2008 dovrebbe aggirarsi mediamente sul 30%.
Nel consorzio le aziende si aggregano, senza fondersi, per diffondere la cultura della costruzione in legno: c'è un manuale tecnico comune, un'unica guida di manutenzione per il cliente, politiche di marketing sovrapponibili con la partecipazione alle fiere principali sotto una sola sigla. Poi c'è tutto un capitolo dedicato alla formazione ed ai progettisti che intendono prendere confidenza con i sistemi di realizzazione permessi dal materiale.
Non basta, tuttavia, copiare i moduli già diffusi negli altri Paesi europei o, senza andar lontano, in Alto Adige. «Stiamo cercando continuamente di adeguare le nostre linee estetiche adattando i disegni anche alle tendenze che si possono sviluppare nelle singole regioni o città». Il problema, casomai, si pone quando si tratta di cercare la materia prima: non esiste una vera politica forestale che disciplini e favorisca la coltivazione del bosco. Così alla fine diventa più conveniente acquistare il legname lavorato da Austria e Germania «Mancano criteri per l'impianto e l'espianto di alberi, i boschi che ci sono vengono lasciati morire ed utilizzati a posteriori come legna da ardere. Un vero peccato - condude Fava se si considera che dieci ettari di bosco possono fornire, in pochissimo tempo, il materiale sufficiente per realizzare un edificio di 2 mila metri cubi come dire quattro appartamenti o un piccolo asilo nido».